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Backup: la regola 3-2-1 spiegata semplicemente (e come testare il vostro)

Di Ricardo Da Silva, RSCOM · 10 ottobre 2026

Un disco che si guasta, un computer rubato, un ransomware o un semplice errore: prima o poi ogni azienda perde dei dati. La differenza è tra chi ripristina in un’ora e chi perde mesi di lavoro. La regola 3-2-1 è il metodo di riferimento, ed è semplice.

3 copie dei vostri dati

I dati originali più due backup. Un solo backup non basta: il giorno in cui vi serve può essere incompleto, vecchio o danneggiato a sua volta.

2 supporti diversi

Per esempio un NAS (Synology, QNAP) nei vostri locali e uno spazio nel cloud. Se un tipo di supporto si guasta o viene colpito, l’altro resta intatto.

1 copia fuori dai vostri locali

Incendio, danni d’acqua, furto: se tutte le copie sono nello stesso posto, spariscono insieme. Una copia deve trovarsi altrove, idealmente in un centro dati in Svizzera, il che facilita anche il rispetto della legge sulla protezione dei dati (nLPD).

Il complemento oggi indispensabile: una copia inalterabile

I ransomware cercano e cifrano anche i backup che trovano in rete. Si aggiunge quindi una copia immutabile (che non può essere modificata né cancellata per un certo periodo) o scollegata. Si parla allora di regola “3-2-1-1-0”: lo “0” finale significa zero errori alla verifica.

Tutorial: verificare che il vostro backup funzioni davvero

  1. Guardate la data dell’ultimo backup riuscito. Se risale a più di 24 ore per i vostri dati di lavoro, c’è un problema.
  2. Verificate cosa viene salvato: il server e le postazioni, ma anche Microsoft 365 (e-mail, OneDrive, SharePoint), i database dei software gestionali e la contabilità.
  3. Fate una prova di ripristino: scegliete un file di una settimana fa e ripristinatelo in una cartella a parte. Apritelo. Se si apre correttamente, il vostro backup funziona per quel file.
  4. Una o due volte l’anno: provate il ripristino completo di una postazione o di un server e misurate il tempo necessario. È questo tempo che conterà il giorno di un sinistro.
  5. Attivate gli avvisi via e-mail in caso di errore: un backup che fallisce in silenzio è lo scenario più frequente.

Per quanto tempo conservare i backup?

Conservate più versioni: per esempio gli ultimi 30 giorni, poi una versione al mese per un anno. Un ransomware o un errore può passare inosservato per diversi giorni; con una sola versione salvereste… file già danneggiati. Per i documenti contabili, ricordiamo l’obbligo di conservazione di 10 anni (art. 958f CO).

Per andare oltre, un backup fa parte di un piano di continuità e di ripristino (BCP / DRP) (pagina in francese): sapere non solo come recuperare i dati, ma anche in quanto tempo l’azienda può tornare a lavorare.

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